Dopo relazione destabilizzante

Perché dopo una relazione destabilizzante non riesci più a fidarti delle tue decisioni

May 28, 20264 min read

Perché dopo una relazione destabilizzante non riesci più a fidarti delle tue decisioni

Perché dopo certe relazioni diventa difficile fidarsi di sé

Dopo alcune esperienze relazionali emotivamente destabilizzanti può accadere qualcosa di poco visibile, ma molto faticoso: iniziare a dubitare costantemente delle proprie decisioni.

Non riguarda solo le scelte importanti. Può comparire anche nella quotidianità: cambiare idea frequentemente, chiedere continue conferme, ripensare a lungo a conversazioni o messaggi, sentirsi in colpa nell’esprimere bisogni o limiti, oppure avere paura di “sbagliare” anche nelle decisioni più semplici.

Molte persone interpretano questa condizione come insicurezza caratteriale o fragilità personale. In realtà, le neuroscienze del trauma e la psicotraumatologia relazionale mostrano come esperienze relazionali prolungate vissute come emotivamente insicure possano influenzare profondamente il modo in cui il cervello percepisce sicurezza, rischio e fiducia in sé.

Quando il sistema nervoso entra in modalità iperallerta

Il cervello umano impara attraverso l’esperienza.

Se per molto tempo esprimere un’opinione, un bisogno o una scelta ha portato a tensioni, svalutazione, conflitti o senso di colpa, il sistema nervoso può sviluppare una modalità di monitoraggio costante chiamata ipervigilanza.

L’ipervigilanza è una risposta di sopravvivenza. Non significa essere “deboli”, ma avere un sistema nervoso che cerca continuamente di prevenire nuovi segnali di pericolo emotivo.

Per questo motivo, dopo alcune relazioni destabilizzanti, molte persone iniziano a controllare eccessivamente ciò che dicono, avere difficoltà a prendere decisioni spontanee, temere il giudizio o la disapprovazione, analizzare continuamente le proprie reazioni e mettere in dubbio le proprie percezioni.

In questi casi il problema non è l’incapacità di scegliere, ma il fatto che il cervello abbia imparato ad associare l’espressione di sé a possibili conseguenze emotivamente dolorose.

Come il dubbio continuo modifica la percezione di sé

Quando il dubbio diventa persistente, nel tempo può ridursi la fiducia nelle proprie percezioni interne.

Si inizia quindi a pensare:

“Forse sto esagerando.”
“Forse interpreto male le cose.”
“Forse sono troppo sensibile.”
“Forse dovrei ascoltare di più gli altri che me stessa.”

In psicotraumatologia relazionale sappiamo che, quando una persona vive a lungo esperienze di invalidazione, svalutazione o instabilità emotiva, può progressivamente perdere fiducia nei propri segnali interiori.

Questo può generare ansia decisionale, bisogno di approvazione, ipercontrollo e difficoltà a riconoscere i propri bisogni autentici.

In terapia capita spesso che persone molto sensibili, attente e profonde inizino a considerare poco affidabili le proprie emozioni, non perché lo siano realmente, ma perché hanno imparato nel tempo a dubitarne.

Alcuni segnali frequenti

Questa condizione può manifestarsi in modi diversi. Può accadere, per esempio, di chiedere spesso rassicurazioni prima di decidere, cambiare idea dopo aver ascoltato l’opinione degli altri, sentirsi in colpa quando si mette un limite, rileggere più volte messaggi o conversazioni, evitare conflitti anche a costo di ignorare i propri bisogni oppure avere bisogno di sentirsi “sicure al 100%” prima di scegliere.

Questi segnali non indicano necessariamente debolezza. A volte possono rappresentare il tentativo del sistema nervoso di mantenere sicurezza e controllo dopo esperienze percepite come emotivamente imprevedibili o destabilizzanti.

Come iniziare a recuperare fiducia nelle proprie decisioni

Recuperare fiducia in sé non significa eliminare ogni dubbio o paura.

Più spesso significa iniziare a sviluppare un rapporto diverso con le proprie percezioni interne, senza considerarle automaticamente sbagliate o inaffidabili.

Può essere utile iniziare da piccoli passaggi quotidiani: prendere decisioni semplici senza cercare subito conferme esterne, osservare il dubbio senza trattarlo automaticamente come una prova di errore, esprimere una preferenza senza giustificarla eccessivamente oppure imparare a tollerare il disagio della disapprovazione.

Nel lavoro terapeutico, questi aspetti vengono spesso affrontati non solo sul piano cognitivo, ma anche attraverso la regolazione del sistema nervoso e della percezione di sicurezza nelle relazioni.

Un piccolo spunto di riflessione

Potresti chiederti:

“In quali situazioni tendo automaticamente a cercare conferme esterne prima ancora di ascoltare cosa penso davvero?”

E ancora:

“Cosa temo potrebbe accadere se mi fidassi di più della mia percezione?”

Queste domande possono aiutare a osservare con maggiore consapevolezza alcuni automatismi interiori.

Comprendere cosa succede è già un primo passo

Capire perché il dubbio continuo si è sviluppato non significa giustificare la sofferenza vissuta, ma iniziare a guardarla in modo meno colpevolizzante.

Molte reazioni che vengono interpretate come “insicurezza” possono in realtà essere adattamenti sviluppati nel tempo per mantenere sicurezza emotiva nelle relazioni.

Comprendere questi meccanismi può essere un primo passo utile per interrompere il monitoraggio costante di sé e iniziare gradualmente a recuperare fiducia nelle proprie percezioni.

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Fonti

Puliatti, M. (2023). Il trattamento dei traumi. Un protocollo integrato EMDR – Somatic Oriented. Firenze: Giunti Psicologia.IO

Siegel, D.J. (2013). La mente relazionale. Neurobiologia dell’esperienza interpersonale. 2a ed. Milano: Raffaello Cortina Editore.

Toscani, T. (2019). La relazione al centro della cura del trauma psichico. Il ragionamento clinico in psicotraumatologia integrato con l’orientamento sistemico-relazionale. Bologna: in riga edizioni.

Van der Kolk, B. A., McFarlane, A.C. e Weisaeth, L. (a cura di) (2024). Stress traumatico. Gli effetti sulla mente, sul corpo e sulla società delle esperienze intollerabili. Roma: Edizioni Scientifiche Ma. Gi.

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Dott.ssa Ludovica Cesari

Aiuto giovani donne a ritrovare fiducia in se stesse, diventare indipendenti nelle scelte e costruire relazioni sane dopo una relazione destabilizzante che le ha fatte sentire sbagliate, attraverso un metodo strategico centrato sulla soluzione e basato sulle neuroscienze, anche se oggi ansia e dubbi sembrano averle bloccate nella vita.

Ludovica Cesari – Psicologa
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